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Premessa

Premessa - Davide Pallio, Il Frate Brigante - I fili - I quadri del castello di Monale - Il ponte - Il pozzo del Castello di Monale - La masca della Bertinäsa - Le botti della cantina - Le frustate dietro al muro - Le tombe sotto alla chiesa di Monale - Lo scheletro nello studio -


Ancora i nostri nonni, una ventina d’anni fa , raccontavano storie che avevano vissuto in prima persona. Racconti che ai nostri occhi appaiono inverosimili ma che fanno riferimento a luoghi e persone che effettivamente esistono o sono esistiti e che quindi hanno, come tutte le leggende popolari, un fondo di verità.
Si narrava che a Cortandone, quando le capre transitavano nella strada che costeggia la collina dove è situato il cimitero si ribellavano al pastore rifiutandosi di proseguire per quella via... Il pastore doveva quindi necessariamente scegliere un altro percorso, allungando ulteriormente la giornata di lavoro che verosimilmente era già stata lunga e stancante...
Il luogo doveva sicuramente esercitare qualche influsso negativo sugli animali... Tant’è che anche il cavallino del bisnonno - che commerciando in vini doveva recarsi giornalmente da Cortandone a Monale e a Baldichieri – si imbizzarriva quando giungeva sotto al cimitero, obbligando il conducente del carretto a scegliere un percorso alternativo...
Ma le storie tramandateci non si riferiscono soltanto alla zona del cimitero: quasi tutti i cortandonesi più anziani sono infatti a conoscenza di alcune strane vicende di cui pare fosse responsabile un abitante del paese che aveva particolari poteri ed era in grado, secondo le dicerie popolari, di fare delle vere e proprie “magie” perchè nato “settimino”... I suoi influssi, quasi sempre negativi, raggiunsero anche una simpatica vecchietta che abitava sola nei pressi della piazza. Nel corso della notte l’anziana signora sentiva spesso rumori inspiegabili, voci e sordidi colpi tra le mura domestiche e talvolta, durante il sonno, si sentiva anche tirare le lenzuola o soffiare nella nuca... Stanca di questi “scherzi” di cattivo gusto decise di rivolgersi direttamente al probabile autore di questi “malefici” per minacciarlo qualora avesse continuato a distirbarle il riposo... In effetti, stranamente, le voci, i soffi e i rumori cessarono la notte successiva.
Gli “incantesimi” attribuiti a questo signore di Cortandone raggiungevano anche i luoghi più decentrati delle valli attorno al centro abitato. Al termine di Strada Valinosio, nella cascina Germano, sono almeno due le strane vicende che si tramandano ancora oggi. Si narra che una signora del posto, quando si recava a raccogliere i chicchi di grano nel palot, non riusciva a portare a termine la faccenda perchè i suoi arti sembravano bloccati e gli impedivano ogni movimento... Un’altra cortandonese, che ancora abita nel cascinale, ogni sera, non appena il marito si recava a piedi al bar della piazza lasciandola sola in casa, assisteva a strani fenomeni: le casseruole sbattevano tra loro e i soprammobili ruzzolavano giù dai ripiani senza alcun motivo... Tutti questi fenomeni cessarono di verificarsi quando il contadino, informato dalla moglie, andò a minacciare l’ipotetico artefice dell’incantesimo!


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