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Il ponte

Premessa - Davide Pallio, Il Frate Brigante - I fili - I quadri del castello di Monale - Il ponte - Il pozzo del Castello di Monale - La masca della Bertinäsa - Le botti della cantina - Le frustate dietro al muro - Le tombe sotto alla chiesa di Monale - Lo scheletro nello studio -


All'incirca nel 1870, un uomo che abitava al di là del Rio nel paese di Cortandone fu vittima di un caso strano. Sulla strada che conduceva alla frazione “Collina del Negro”, non lontano dall' abitazione di questo signore, abitava una donna che pare fosse una “masca”. Tutte le sere l'uomo soleva andare al bar del paese che si trovava sulla piazza di Cortandone, a poche centinaia di metri dalla sua abitazione. Da una certa sera in poi, arrivato sul ponte che attraversava il ruscello, qualcosa lo colpiva ripetutamente sulle gambe in modo violento impedendogli di avanzare: i colpi erano così forti da procurargli dei grossi lividi su tutta l'estensione degli stinchi. Dopo diverse sere che il fenomeno si ripeteva, decise di andare sì al bar, ma portandosi appresso il “puarin”, la RONCOLA, e vedere un po' cosa sarebbe accaduto. Giunto nei pressi del ponte, appena sentì i primi colpi arrivare sulle proprie gambe, fulmineo prese la roncola che si era appeso alla cintura e calò un fendente davanti a sé, percependo di aver urtato qualcosa con l'attrezzo. Subito i colpi si arrestarono, e lui poté raggiungere tranquillo il bar. Il fenomeno non gli si ripeté mai più, da quella sera in poi. Fatto strano, alcuni giorni dopo quella sera, l'uomo incontrò quella bieca donna con un braccio fasciato.


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