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I fili
Premessa - Davide Pallio, Il Frate Brigante - I fili - I quadri del castello di Monale - Il ponte - Il pozzo del Castello di Monale - La masca della Bertinäsa - Le botti della cantina - Le frustate dietro al muro - Le tombe sotto alla chiesa di Monale - Lo scheletro nello studio -
In tempo di guerra, nel ’45 si erano rifugiate a Cortandone due famiglie di sfollati provenienti dalla toscana: una famiglia alloggiava in paese al di là del torrente, ai piedi della collina che conduce alla frazione “Collina del Negro”; l’altra viveva in frazione Campia. La famiglia che alloggiava in paese era composta da padre, madre e da due figlie, una delle quali, ventenne, aveva per amiche le figlie della famiglia che stava in Campia: infatti ogni sera partiva a piedi per andarle a trovate. Però, ogni volta che si incamminava su per la salita che divideva le due abitazioni, giunta in una curva ben precisa della strada non riusciva più ad avanzare se non con grande fatica: le sembrava che ci fossero dei fili invisibili giù basso a mezzo metro da terra che la facevano inciampare. E nonostante lei agitasse le braccia davanti a sé, non riusciva a prenderli per strapparli. Per un certo periodo, spaventata, non si recò più dalle amiche se non accompagnata dalla madre che, nonostante la figlia arrancasse e fatica in quella curva, non sentì mai nulla di strano sulle sue gambe.