Cortandone dalla fine del XVIII secolo ad oggi di Giuliano Michele Goria

Alla fine del XVIII secolo Cortandone era un paese ancora feudale anche se proprio in quegli anni il sistema fu soppresso con l'avvento della Rivoluzione Francese. I Signori del luogo appartenevano a due potenti casate dell'aristocrazia subalpina: i Tapparelli di Lagnasco, eredi dei conti Facello, investiti di Cortandone il 10 giugno 1768 nella persona di Roberto e i Solare di Govone e di Favria, eredi dei conti Pelletta, investiti il 10 luglio 1790 nella persona di Vittorio Amedeo, figlio unigenito di Irene Pelletta morta il 22 ottobre 1785. Nel secolo successivo la situazione sociale ed economica del paese mutò radicalmente in conseguenza di due importanti avvenimenti: nel 1792 Vittorio Amedeo Solare, morendo senza eredi lasciava i suoi beni in Cortandone e Cortazzone all'Ordine Mauriziano che tra il 1853 e il 1856 deliberò di venderli con asta pubblica agli abitanti della zona .
Il lotto più consistente fu quello acquistato dall'avvocato Giovanni Filippo Galvagno che si aggiudicò beni per complessive 89 giornate, comprendenti la cascina nominata "Casa Nuova" o Canova, sita nella regione detta alla Brà. Qualche anno prima, nel 1838, l'altro consignore del luogo, Roberto Tapparelli aveva ceduto il "lenimento" (non più feudo) di Cortandone al conte Eugenio Costa di Beauregard, nobile savoiardo. Alla sua morte la figlia Camilla fu costretta nel 1852 ad alienare per debiti i suoi possedimenti in Cortandone - oltre 400 giornate - agli Ottolenghi, ricchi mercanti e banchieri ebrei astesi; essi lottizzarono la proprietà e sempre nel 1853 ne vendettero la maggior parte, compreso quanto rimaneva del ca stello. I principali acquirenti furono i Bagna, famiglia benestante del luogo e i Brosio, provenienti da Montegrosso Cinaglio dove avevano fatto fortuna con la costruzione della linea ferroviaria Torino - Genova, occupandosi dapprima del disboscamento e della fornitura del legname necessario per allestire un tratto della strada ferrata e in seguito della gestione di una fornace. Questi eventi impressero una svolta all'economia del paese; si crearono infatti nuove possibilità di lavoro e di benessere per gli abitanti di Cenandone.
La comunità si rinnovò ed ampliò con l'insediamento di nuove famiglie; sempre da Cinaglio oltre ai Brosio giunsero i Mossotto e i Dezzani, da Villafranca i Pelissetti ed anche i Lampiano comparvero alla fine del secolo. Nei primi anni del XX secolo da Marette arrivarono in paese i Campia che gestirono una delle prime attività di trebbiatura del grano con macchine a vapore. Si costruirono case e sorsero attività edili ed artigianali, la popolazione aumentò fino a raggiungere nel 1921 i 626 abitanti. L'assetto sociale, agricolo ed economico che si era determinato nella seconda metà dell'Ottocento perdurò sino alla metà degli anni cinquanta del secolo scorso quando la crisi delle attività agricole e il massiccio avvento dell'industrializzazione, soprattutto nel settore automobilistico, attirarono molti giovani a Torino in cerca di una vita migliore; iniziò quindi un lento spopolamento di Cortandone ed un invecchiamento della popolazione residente. Alla fine della guerra Cortandone (il cui Comune era stato conglobato con que'llo di Menale) ritorna ad essere Comune autonomo.
Arturo Lampiano, divenuto sindaco, fa costruire le scuole, la sede municipale, l'acquedotto civico e fa attivare la luce elettrica sulle colline. Oggi la vita nelle campagne è migliorata e sempre più persone desiderano nuovamente risiedere lontano dalle città; molte case che erano state abbandonate sono state acquistate e restaurate e altre se ne edificano, come il villaggio che attualmente sta sorgendo nei pressi dell'antica "fontana". La popolazione ha ripreso a crescere, c'è però bisogno di una spinta che favorisca l'aggregazione tra nuovi abitanti e vecchi residenti conservando lo spirito di solidarietà e le tradizioni del luogo, un tempo vive e "sentite" tra i compaesani.
Per questo motivo è lodevole l'iniziativa di una mostra fotografica riguardante vecchie immagini di Cortandone e i ritratti dei suoi abitanti del passato, raffigurati nei loro costumi d'epoca e nello svolgimento delle loro attività quotidiane. Uomini e donne che hanno contribuito a tracciare la recente storia del nostro piccolo, ma caro paese di Cortandone e dunque meritano di essere ricordati.